I Dimonios tornano in Afghanistan

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AFGHANISTAN – Herat 20/02/2014. La Brigata Sassari  è ancora una volta in Afghanistan e ha assunto il comando del Regional Command West presso la base Camp Arena di Herat.

Sarà ora il Generale Manlio Scopigno, 41° Comandante della Brigata Sassari, a condurre le operazioni della parte finale della missione ISAF e che dovrà affrontare le non poche difficoltà di questa fase definitiva di completamento della transizione che porterà responsabilità e poteri nelle mani delle forze di sicurezza afgane. Alla cerimonia, oltre naturalmente al Capo di Stato Maggiore della Difesa Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, hanno partecipato varie autorità  locali e della missione: il Generale statunitense Joseph F. Dunford  comandante di Isaf, il Generale Joseph Anderson comandante operativo di Isaf, Luciano Pezzotti ambasciatore italiano in Afghanistan, il comandante del 207° Corpo d’Armata dell’esercito afgano Taj Mohammad Jahed, il Generale Michele Pellegrino della Brigata Aosta che ha guidato il Contingente italiano  negli ultimi sei mesi. 

«Un pensiero a tutti i militari caduti durante la missione, italiani e afghani, che tanto hanno fatto per questo splendido Paese». Queste sono le parole di apertura del discorso del capo di Stato Maggiore della Difesa, che ha poi continuato «In questi mesi abbiamo lavorato in maniera concreta per accompagnare le forze di sicurezza afgane in questa nuova fase di transizione della missione e formare le forze locali per affrontare le elezioni presidenziali del 5 aprile». A tal proposito è importante citare il lavoro dell’organizzazione interforze che si occupa di gestire le attività tra il contingente multinazionale della Nato e le forze afgane Occr – Operational coordination center regional che in questo momento appunto si sta occupando in particolare di dare supporto organizzativo per le prossime elezioni. Impegno certo non facile anche perché non sarà certo possibile concretizzare alti livelli di democrazia nell’immediato, al paese servirà ancora tanto tempo, ma gli italiani nella parte di competenza del loro comando, sono riusciti a guadagnarsi la piena fiducia delle autorità istituzionali e militari e lo confermano le parole del Generale Jahed, che ringrazia gli italiani per il supporto e i sacrifici sinora compiuti per il suo paese. 

Il Capo di Stato Maggiore ha inoltre voluto sottolineare l’enorme lavoro svolto nell’addestramento degli istruttori del genio in particolare quelli che andranno ad occuparsi, sia nella formazione che sul direttamente sul campo, di quel settore che in Afghanistan continua ad avere un enorme impatto mediatico e di terrore quello degli esplosivi improvvisati. Ma fiore all’occhiello continuano ad essere le attività svolte a favore della popolazione civile: «Un impegno in molti campi d’azione che ha reso disponibili alla comunità afgana grazie alle attività svolte dal Provincial Reconstruction Team nuove scuole, centri medici e edifici governativi» ha detto l’ammiraglio Binelli Mantelli «sono impressionato dai risultati raggiunti dalla forze afgane che hanno operato con straordinaria determinazione e impegno nell’affrontare le sfide per la rinascita del loro paese».

Ai “sassarini” ora il compito di condurre la delicata operazione logistica del rientro di mezzi e materiali in Italia senza rinunciare ancora alle attività di mentoring prestabilite, con un numero di uomini fortemente ridotto che solo nel 2013 è sceso di oltre 1000 unità, anche per il passaggio di consegna agli afgani di cinque basi operative avanzate: Qala-ye-Naw, Farah, Bala Boluk, Camp Stone e Shindand.