Il 70% dell’oppio mondiale è afgano

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AFGHANISTAN – Kabul 14/11/2013. A poco più di un anno del ritiro delle truppe Nato e dopo oltre un decennio di iniziative antidroga, l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc) ha pubblicato un nuovo rapporto il 13 novembre sulla coltivazione di oppio in Afghanistan indicando che la coltivazione del papavero è stata incrementata rispetto al 2012 e non ha mostrato alcun segno negativo.

Dal 2001, la guerra contro la produzione di oppio ha visto molti alti e bassi, ma vista la fine imminente della missione della Nato, l’incremento nella coltivazione del papavero appena registrata indica che gli sforzi fatti per l’eradicazione possono sono stati tutti vani, riporta l’agenzia afgana Tolonews. In confronto al 2012, l’Unodc e il Ministero afgano per la lotta al narcotraffico hanno riferito che la produzione del papavero è aumentata del 36 per cento. Ben 209mila ettari di terreno sono stati utilizzati per la coltivazione nel 2013, ben superiori al picco di 193mila ettari registrato nel 2007. Questo incremento per l’agenzia Onu è scoraggiante visti i soli 8.000 ettari documentati come utilizzati per la coltivazione del papavero da oppio nel 2001. Una simile rapida crescita ha portato in Afghanistan ad essere incoronato come leader mondiale nella produzione di oppio: nel 2013 l’Afghanistan è la fonte di oltre il 70 per cento dell’oppio mondiale. I programmi di eradicazione hanno fatto parte di una più ampia strategia portata avanti in livello internazionale visto che l’industria del papavero afgano è prevalentemente gestita e sfruttata dai talebani e da altri gruppi anti-governativi . «Il traffico di droga è la fonte di finanziamento del terrorismo, di attentati e attacchi suicidi» ha detto il ministro Din Mohammad Mubarez Rashidi, «Dobbiamo renderci conto che i terroristi soddisfano le loro esigenze attraverso la vendita dell’oppio e questa tendenza deve finire». La sola provincia dell’Helmand, tradizionale zona talebana nel sud dell’Afghanistan, secondo l’Unodc, ospita il 90 per cento del terreno utilizzato per la coltivazione del papavero nel 2013; da solo, produce più oppio di tutta la Birmania, il secondo produttore di oppio nel mondo. Altre province in cui la coltivazione è elevata sono: Kandahar, Farah, Badghis, Nimroz, Daikondi, Urozgan, Nangarhar e Badakhshan. Balkh e Faryab hanno perso il loro status “poppy -free” nel 2013, portando il numero di province senza coltivazione del papavero a 15, dalle 17 del 2012. Stando al rapporto l’insicurezza e il dominio talebano nelle zone remote del paese sono le cause più grandi che hanno spianato la strada per i tassi record di coltivazione di quest’anno. Vi sono anche motivazioni economiche dietro alla risalita della coltivazione: il prezzo di mercato dell’oppio rende il papavero la coltura più redditizia per l’Afghanistan; questo fatto incentiva molti agricoltori, poveri, in considerazione anche della debolezza economica afgana.