AFGHANISTAN. La CPI approva l’indagine sui crimini di guerra USA

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La Corte penale internazionale ha approvato il 5 marzo un’indagine sui crimini di guerra in Afghanistan, che include l’esame di possibili atrocità commesse dalle forze statunitensi, dopo aver ribaltato una precedente sentenza del tribunale.

«La Camera dei ricorsi ritiene opportuno autorizzare l’indagine», ha detto il presidente del tribunale Piotr Hofmanski. L’appello è stato accolto con favore dalle organizzazioni per i diritti umani, così come dal procuratore capo della corte Fatou Bensouda, secondo cui «oggi è un giorno importante per la causa della giustizia in Afghanistan».

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha respinto la decisione della corte definendola come una mossa sconsiderata e «un’azione davvero mozzafiato da parte di un’istituzione politica irresponsabile che si maschera da organo legale». Pompeo ha aggiunto che è stato «ancora più sconsiderato che questa sentenza sia arrivata pochi giorni dopo che gli Stati Uniti hanno firmato uno storico accordo di pace sull’Afghanistan, che è la migliore occasione per la pace e per una generazione».

In base all’accordo di pace Usa-Talebani appena firmato, le forze straniere si ritireranno dall’Afghanistan entro 14 mesi. L’accordo prevede inoltre che entro il 10 marzo vengano rilasciati fino a 5.000 prigionieri talebani incarcerati in cambio di un massimo di 1.000 prigionieri del governo afghano, riporta NewEurope.

Il presidente afghano Ashraf Ghani ha respinto la richiesta dei talebani di rilasciare 5.000 prigionieri come condizione per i colloqui con il governo e i civili afghani. I Talebani, tuttavia, hanno detto che non inizieranno i colloqui con il governo fino al rilascio dei prigionieri.

L’anno scorso, una commissione preprocessuale aveva respinto la richiesta di Bensouda del 2017 di aprire un’indagine, sostenendo che le probabilità di successo erano basse, considerando la mancanza di cooperazione da Kabul e Washington, e che il tempo era passato.

Nel 2018, l’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton aveva avvertito che gli Usa avrebbero arrestato i giudici della Cpi se la corte avesse avviato un’indagine sui casi afghani. Anche l’Afghanistan si oppone all’indagine, dicendo che il Paese stesso ha «la responsabilità di portare giustizia per la nostra nazione e per il nostro popolo».

Lucia Giannini