AFGHANISTAN. I talebani agli USA: “Fate un errore”

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Il leader dei talebani ha affermato che gli Stati «faranno un errore» aumentando il numero delle loro truppe per combattere gli insorgenti, che hanno detto di voler combattere fino alla fine dell’occupazione “straniera” del paese.

Maulavi Haibatullah Akhunzadah (nella foto a destra, nel riquadro) ha fatto questi commenti in un messaggio pubblicato prima della festività musulmana di Eid al Fitr che segna la fine del mese del Ramadan. «Se pensate che potete spezzare la nostra determinazione con la vostra presenza militare e con più truppe, state commettendo un errore! Continuare la vostra occupazione su richiesta della debole amministrazione di Kabul, non è la soluzione della questione», ha detto il capo talebano, che ha anche avvertito della ulteriore destabilizzazione del paese che sarebbe seguita all’aumento delle truppe Usa nel paese, riporta VoA.

Akhunzadah ha accusato le truppe straniere di essere «l’ostacolo principale nella via della pace in Afghanistan». I talebani vogliono che le forze della Nato lascino il paese prima di impegnarsi in qualsiasi colloquio di pace. Il presidente Donald Trump recentemente ha autorizzato il segretario alla Difesa, Jim Mattis, ad aumentare il numero dei soldati Usa rispetto agli 8400 attualmente dispiegati in Afghanistan; i soldati statunitensi, in primo luogo, sono incaricati di addestrare e consigliare le forze afghane che stanno combattendo i talebani. I militari statunitensi affermano che il governo di Kabul controlla solo il 60 per cento dell’Afghanistan.

Il previsto aumento del contingente degli Stati Uniti e la volontà dei talebani di continuare la loro insorgenza  sono destinate a far innalzare il livello delle ostilità afgane nelle prossime settimane e mesi. Karim Khalili, principale negoziatore di pace del governo afgano, ha invitato tutte le parti a trovare una soluzione alla guerra attraverso mezzi pacifici e ha invitato la comunità internazionale a sostenere simili sforzi. Khalili è il capo dell’Alto Consiglio di Pace dell’Afghanistan, incaricato di impegnare gli insorti in un processo di riconciliazione politica.

La recente dichiarazione di Akhunzadah indica che i talebani si aspettano di riconquistare il potere e di imporre nuovamente il loro governo islamico nel paese: «Ogni volta che l’occupazione illegittima dell’Afghanistan finisce, l’Emirato islamico mette in atto la sua politica globale per mantenere relazioni costruttive e buone con il mondo», ha detto il capo talebano.

Facendo riferimento ai crescenti contatti che la Russia, l’Iran e la Cina hanno ultimamente stabilito con l’Emirato Islamico, Akhunzadah ha dichiarato:«Le entità principali del mondo ne ammetteranno ammetteranno l’efficacia, la legittimità e il successo».

Mosca, Teheran e Pechino hanno espresso la preoccupazione che il deteriorarsi della sicurezza sta creando “aree non governate” in Afghanistan, dove i fedeli dello Stato islamico potrebbero creare basi per minacciare i loro interessi di sicurezza regionali e nazionali. Mosca poi ha ospitato dei vertici regionali per discutere la questione e trovare delle soluzioni alternative, coinvolgendo gli stessi uomini dell’Emirato Islamico.

Luigi Medici