Il Giardino delle donne di Herat

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AFGHANISTAN – Herat. 09/03/14. Il viale del “Giardino delle donne” è stato inaugurato ieri ad Herat. Si tratta di uno dei tanti progetti realizzati dal PRT – Provincial Reconstruction Team con i Fondi del Ministero della Difesa e si è scelta proprio questa data per dare maggiore consistenza a un luogo che vuole essere proprio un spazio ove le donne di questo straordinario paese, ricco di differenze e contraddizioni, possono incontrarsi e rifugiarsi quando una situazione familiare le costringe ad allontanarsi dalla propria casa.

Questo è uno degli ultimi progetti che il PRT sta inaugurando prima della sua definitiva chiusura, prevista per il 31 marzo prossimo, operazione necessaria vista la fine della missione ISAF che andrà a terminare entro la fine del 2014.

Scegliere proprio il giorno della festa delle donne vuole dare maggior risalto a questo centro “questo bellissimo viale”  ha detto Mahboba Jamshidi, capo del Dipartimento per gli Affari Femminili della provincia di Herat  “faciliterà l’accesso ad un luogo dove le donne potranno ritrovarsi per scambiare opinioni o semplici chiacchere, oppure ancora sorseggiare un tè e far giocare i propri figli”.

Alla cerimonia d’inaugurazione erano presenti il comandante del Regional Command West, generale Manlio Scopigno, il governatore della provincia di Herat Sayed Fazullah Wahidi e i funzionari della Cooperazione Italiana allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri che, nella circostanza, hanno donato e piantato alberi e naturalmente l’attuale comandante del PRT colonnello Vincenzo Grasso.

Un gesto semplice ma carico di significati, sinonimo di crescita, di futuro e di speranza. “La rinascita del Paese è soprattutto nelle mani delle donne e passa simbolicamente anche attraverso questi momenti che vedono l’Italia sempre protagonista nel promuovere questo genere di iniziative, volte a sostenere il ruolo della donna come soggetto attivo nell’ambito della società afghana. L’amicizia degli italiani e il sostegno di ISAF nei confronti del popolo afgano e delle donne in particolare non verrà mai meno poiché i valori posti alla base del nostro quotidiano si basano sul rispetto e sulla comprensione delle culture, degli usi e delle tradizioni locali”, sottolinea il Generale Scopigno.

Continua intanto l’impegno del “Female Engagement Team”, l’assetto del contingente italiano costituito da personale femminile e creato per interfacciarsi e dialogare con le donne locali la cui condizione sociale risulta ancora difficile, anche se la popolazione afghana sta dimostrando grande voglia di crescita e determinazione verso il cambiamento della società. I progetti per la popolazione realizzati in questi dieci anni di permanenza nel paese sono davvero tanti; purtroppo in questo ultimo periodo, in cui si stanno terminando i cantieri aperti, bisogna dire di no alle loro innumerevoli richieste. “La cosa bella è che ti ringraziano anche quando dici di no. La gratitudine per quanto sino ad oggi realizzato è davvero enorme e spesso attraverso noi esprimono riconoscenza all’Italia e al popolo italiano e lo fanno in maniera sincera. Il segreto di questo rapporto sta nella trasparenza con la quale abbiamo sempre operato e al fatto che per la realizzazione dei progetti prima di tutto ascoltiamo le loro necessità e seguiamo la loro struttura di programmazione, nonostante tutte le limitazioni finanziarie che ci sono cerchiamo di realizzare ciò di cui hanno realmente bisogno” con queste parole il Colonnello Grasso ci spiega il segreto di un rapporto ormai consolidato con le istituzioni e il popolo afghano motivo di vanto per il nostro esercito che viene preso ad esempio anche i altri settori sotto il comando di altri contingenti.