Afghanistan al ballottaggio

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AFGHANISTAN – Kabul 16/06/2014. Una bomba ha ucciso 11 persone, tra cui cinque operatori elettorali nel nord dell’Afghanistan, hanno comunicato fonti ufficiali del paese nella giornata di ieri mentre avveniva il conteggio dei voti dopo il ballottaggio delle presidenziali.

Più di 50 risultano invece i morti durante la giornata elettorale svoltasi sabato durante gli attacchi dei militanti, occupati a lanciare il terrore sui cittadini per farli desistere dal recarsi alle urne, tra cui 11 persone che si trovavano in un autobus colpito da una bomba nella provincia di Samangan e cinque membri di una famiglia morti nella loro casa colpita da un razzo talebano vicino a un seggio elettorale. Nella provincia di Herat ad undici elettori che si erano recati a votare i ribelli hanno amputato le dita macchiate di inchiostro, caratteristica indicazione di aver espresso il proprio voto, secondo le dichiarazioni del vice ministro dell’Interno Ayoub Salangi. 

Nonostante questi attacchi dei talebani le elezioni hanno visto un’alta affluenza, circa sette milioni di elettori hanno voluto esprimere la loro preferenza tra l’ex ministro degli Esteri Abdullah Abdullah e l’ex economista della Banca Mondiale Ashraf Ghani. La Casa Bianca ha lodato il coraggio degli elettori e ha definito le elezioni «un significativo passo avanti nel percorso democratico dell’Afghanistan». I risultati preliminari dovrebbero essere resi noti il 2 luglio, prima dell’inizio del periodo di denunce, mentre il risultato finale è previsto per il 22 luglio.

Dalla provincia di Herat giungono anche le dichiarazioni del generale Manlio Scopigno, comandante del contingente italiano in Afghanistan, che ha espresso la propria soddisfazione prima di lasciare il Centro di Coordinamento Regionale da dove sono stati seguiti gli eventi in tutta la Regione Ovest dell’Afghanistan. I risultati ottenuti sono da considerarsi molto positivi perché le forze di sicurezza afghane hanno svolto un eccellente lavoro di pianificazione, di coordinamento e di direzione durante il ballottaggio per eleggere il nuovo presidente dell’Afghanistan.

«I cittadini della provincia di Herat devono essere orgogliosi delle loro forze di sicurezza che hanno fatto un lavoro straordinario per garantire elezioni libere». Ha appunto sottolineato il comandante che ha indicato anche la presenza di più di ventitremila soldati e poliziotti afghani, addestrati in questi anni dai militari italiani, che sono stati in grado comunque  di garantire la sicurezza negli oltre 900 seggi elettorali allestiti nell’area di responsabilità italiana. Il generale Scopigno ha inoltre aggiunto: «Le elezioni appena concluse sono un evento determinante nella storia dell’Afghanistan; per la prima volta il potere democratico viene trasferito da un presidente eletto ad un altro».  I nemici dell’Afghanistan non sono riusciti a interferire con le azioni di voto e nessun seggio è stato chiuso.