Afghanistan: negoziati sbloccabili

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AFGHANISTAN – Kabul 31/10/2013. Il 29 ottobre si è tenuto un vernice trilaterale a Londra tra funzionari afgani, pakistani e britannici per rilanciare i colloqui di pace ormai in stallo tra il governo del paese e i talebani. 

Nella capitale inglese le delegazioni erano guidate al massimo livello: Hamid Karzai, Nawaz Sharif e David Cameron; il comunicato finale rilasciato dal governo afgano lascia ben sperare perché: «una delegazione dell’Alto consiglio per la pace si recherà presto in visita in Pakistan per incontrare il Mullah Baradar». Abdul Ghani Baradar (nella foto il suo arresto), uno dei fondatori del “movimento” talebano, è stato rilasciato dai pachistani nel mese di settembre in quello che è stato descritto come uno sforzo per rafforzare le prospettive di riconciliazione politica in Afghanistan . Ma dal suo rilascio, Baradar è stato trattenuto in una località inaccessibile ai funzionari afgani, tra i dubbi di una scarsa volontà collaborativa di Islamabad. I colloqui con i talebani hanno assunto maggiore urgenza visto il programmato ritiro Isaf per dicembre 2014. Baradar è stata una priorità per Karzai: per il presidente afgano, il leader talebano sarebbe stato pronto a parlare di pace quando fu arrestato in un’operazione della Cia – Pakistan, nel 2010. Baradar appartiene alla stessa tribù di Kandahar, come Karzai. I tentativi di aprire i colloqui tra l’Afghanistan e i talebani nel giugno 2013 si sono conclusi con un fallimento dopo che Karzai aveva accusato i militanti della creazione di un governo in esilio e aveva chiesto che rimuovere dalla sede la bandiera dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan. I talebani rifiutarono e chiusero il loro ufficio a Doha, in Qatar. I negoziatori afgani dovrebbero a breve recarsi in Pakistan per incontrarlo come hanno annunciato i funzionari afgani per rilanciare i colloqui di pace. Secondo gli Usa e lo stesso governo afgano, la guerra potrà dirsi terminata solo quando sarà raggiunto un accordo tra il governo e gli insorti che fino ad ora si rifiutano di farlo perché ritengono il governo Karzai incompetente e impotente. Per Kabul, però, un intermediario di alto livello, come ad esempio Baradar, potrebbe imprimere una svolta alla vicenda.