Afghanistan: ISAF al termine

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AFGHANISTAN – Herat. 21/08/14. Continua l’opera di ripiegamento e rischieramento del nostro contingente schierato quasi totalmente nella base Camp Arena ad Herat, in Afghanistan. La fine della missione ISAF è ormai prossima e in questo mese di agosto vi sarà l’ultimo avvicendamento tra la Brigata Sassari e la Brigata Garibaldi, che chiuderà definitivamente l’attuale missione.

Nel frattempo sono già iniziati gli avvicendamenti delle Task Force iniziati il 3 agosto con il 7° reggimento AVES “Vega” che ha lasciato il posto al 5° reggimento Aves “Rigel” di Casarsa della Delizia comandata dal colonnello Giuliano Innecco. La TF “Fenice” è la componente ad ala rotante del Train Advise Assist Command West, il comando Nato a guida italiana che opera nella regione ovest dell’Afghanistan. Dal 2005, anno di impiego dell’Aviazione dell’Esercito in Afghanistan, la “Fenice” ha superato le 20mila ore di volo ed effettuato più di 7mila missioni a favore delle unità della coalizione ed in supporto alle forze di sicurezza afghane. Durante i sei mesi di missione trascorsi agli ordini del colonnello Potenza i “baschi azzurri” hanno operato con elicotteri CH-47 “Chinook”, assetto indispensabile nelle missioni di supporto logistico, di infiltrazione ed esfiltrazione delle forze speciali della coalizione e nelle attività di rifornimento d’urgenza ai posti di controllo delle forze di sicurezza afghane; elicotteri A 129 “Mangusta”, con compiti di esplorazione e scorta ai convogli terrestri di ISAF e ai MI-17 afghani, gli elicotteri impiegati per il trasporto delle urne e dei rappresentanti delle commissioni elettorali nei distretti più remoti e a rischio del paese ed elicotteri multiruolo NH-90 unico assetto nazionale in teatro preposto all’evacuazione medica di feriti.
Il 7 agosto il colonnello Gian Pietro Marrone ha lasciato la guida dell’unità di consulenti militari italiani dell’ Operations Coordination Center Regional (OCCR) di Herat, il centro di coordinamento operativo regionale delle forze di sicurezza afghane, al Tenente Colonnello Tommaso Lomonte. Il ruolo giocato dall’ Operations Coordination Center Regional è stato fondamentale in occasione dei due turni di ballottaggio elettorale in cui i responsabili afghani dell’OCCR, assistiti dai militari italiani, hanno coordinato le forze di sicurezza locali nel garantire il regolare andamento delle elezioni presidenziali, presupposto fondamentale per il progresso sociale, economico ed istituzionale del Paese.
Sempre il 7 agosto i militari italiani della Task Force “Genio”, su base 5° reggimento genio guastatori di Macomer, hanno ceduto il campo al 21° reggimento guastatori della Brigata Bersaglieri Garibaldi di stanza a Caserta. Il compito loro affidato è da sempre di grande rilevanza, come garantire la mobilità delle truppe della coalizione di ISAF e delle forze di sicurezza afgane, proteggere la popolazione civile dalla minaccia IED – ordigni esplosivi improvvisati, potenziare il livello di protezione della base e contribuire allo sviluppo delle capacità militari dei genieri afgani al fine consentirne la piena autonomia. Per scongiurare la minaccia di questi ordigni e garantire la libertà di movimento lungo gli itinerari stradali, la Task Force Genio, comandata dal tenente colonnello Stefano Messina, ha condotto specifiche attività denominate C.A.R.C.O., acronimo di Combined Arms Route Clearance Operations, operazioni che consistono nell’individuazione e disattivazione degli IED mediante l’impiego sul terreno, oltre che della componente genio, di assetti della Transition Support Unit, personale specializzato nell’interagire con aerei ed elicotteri in missione di supporto tattico alle forze di terra e di velivoli a pilotaggio remoto Predator. I militari della Task Force Genio, di cui fanno parte anche assetti dell’esercito statunitense ed ucraino, hanno percorso 19.147 chilometri, condotto 83 attività di bonifica di ordigni esplosivi e 144 C.A.R.C.O”, effettuato 26 ricognizioni tecniche, ispezionato 240 culverts, canali di drenaggio delle acque, e utilizzato alcuni sistemi sperimentali di nuova generazione quali, il mini Unmanned Aircraft System (UAS) Bramor. Numerose anche le iniziative promosse per lo sviluppo delle capacità militari e l’acquisizione della piena autonomia delle forze di sicurezza afgane, tra le quali si segnalano la realizzazione della Striscia Counter-IED, un’area addestrativa nella quale i genieri afgani possono esercitarsi nell’acquisizione e nel perfezionamento delle conoscenze teorico-pratiche per il contrasto alla minaccia degli IED.
Il 10 agosto missione compiuta anche per il MAT, Military Advisory Team, l’unità incaricata della formazione dei quadri delle unità dell’esercito afghano che, contestualmente alla fase finale della transizione, prevista entro la fine del 2014, si apprestano ad assumere la responsabilità della sicurezza nel Paese. Numerose le attività didattiche svolte con successo che spaziano dalla corretta applicazione delle procedure sulle comunicazioni radio all’utilizzo dei sistemi informatici, dall’identificazione e disattivazione degli ordigni esplosivi improvvisati ad attività pratiche di interventi di primo soccorso per l’immediata evacuazione dei feriti in combattimento, dai simposi sull’ impiego coordinato dei sistemi d’arma terrestri in uso all’esercito afghano e degli assetti aerei di ISAF per la gestione e la sicurezza dello spazio aereo ai programmi “train the trainer” per la formazione dei futuri istruttori militari afgani, molti dei quali donne.Il 15 agosto ai trasmettitori del 7° reggimento di Sacile subentrano i militari del 232° reggimento trasmissioni di Avellino, la Joint Task Force C4 è un assetto interforze del TAAC-Wrain responsabile delle comunicazioni nella regione occidentale dell’Afghanistan e dei collegamenti tra il contingente italiano e la madrepatria.
Il 17 agosto il colonnello Nicola Piccolo, comandante della Transition Support Unit Centre su base 152° reggimento fanteria Sassari ha lasciato il suo incarico al parigrado Giancarlo Sciascia, comandante della nascente unità denominata Train Advise Assist Task Force, su base 1° reggimento bersaglieri della Brigata Garibaldi. La TSU, unitamente ai dipendenti assetti del Military e del Police Advisory Team, PAT unità del contingente italiano incaricate della formazione dei quadri dell’esercito e della polizia locale e dell’Operations Coordination Center Regional, unità di consulenti militari italiani che opera nel centro di coordinamento operativo regionale di Herat, ha supportato le forze di sicurezza afghane nell’attuazione del piano di sicurezza per il regolare svolgimento del processo elettorale. Numerose sono state le attività svolte dalla TSU Centre, unitamente ad assetti della Task Force Genio, nell’azione di contrasto della minaccia degli ordigni esplosivi improvvisati per garantire la libertà di movimento lungo i principali assi stradali ha anche allestito un posto comando tattico avanzato presso la base aerea di Shindand con compiti di supporto diretto alle operazioni condotte dalle forze di sicurezza afghane contro alcune sacche di resistenza dell’insorgenza talebana presenti nell’area. Durante il proprio mandato, l’unità ha effettuato 277 attività operative e percorso 11.556 chilometri a bordo dei veicoli tattici Lince.
Il 19 agosto passaggio di consegne invece tra il colonnello Giuseppe Lucarelli e il tenente colonnello Michele Lombardi alla guida di ITALFOR, la componente nazionale interforze che si occupa degli aspetti gestionali e logistici di carattere strettamente nazionale del contingente italiano in Afghanistan. Composta da militari dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare, Italfor ha assicurato la piena funzionalità della base Camp Arena di Herat nei settori del vettovagliamento, dei rifornimenti, della manutenzione dei veicoli nonché l’efficace gestione delle infrastrutture, dei generatori elettrici e degli impianti idrici, ma anche e soprattutto responsabile dell’operazione, denominata Itaca 2, di ripiegamento e rischieramento di uomini, materiali e mezzi.
“Itaca 2 è un’operazione logistica estremamente delicata, la più complessa che le Forze Armate italiane abbiano mai condotto dalla fine della seconda Guerra Mondiale, sia per la complessità del contesto geostrategico in cui operiamo, che per la conformazione geografica del paese asiatico, privo di sbocchi sul mare” ha spiegato il generale Manlio Scopigno, comandante del Train Advise Assist Command West. Pianificata nei minimi dettagli, l’operazione Itaca 2 è stata avviata nel settembre 2012 e finora ha comportato il rientro in Italia di circa 3.000 soldati e il ripiegamento di 11.700 metri lineari di carico, mezzi e materiali utilizzati dal contingente italiano in oltre 10 anni di missione che allineati raggiungono undici chilometri di lunghezza. Per il rientro in Italia dei rimanenti 5 chilometri e mezzo di carico saranno utilizzati ponti aerei e mezzi navali. Complessivamente, sono stati fatti rientrare 1070 container, 159 mezzi di varia tipologia, 875 veicoli tattici, 4 velivoli da combattimento, 6 elicotteri multiruolo e 2 da esplorazione e scorta, per un peso complessivo di oltre undicimila tonnellate.