AFGHANISTAN. Aumentano le candidate al parlamento 

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Alle prossime elezioni afgane ci sarà il più alto numero di candidati femminili mai registrato nelle elezioni parlamentari in Afghanistan, nonostante la violenza e l’opposizione dei conservatori. Si tratta di 417 donne candidate in tutto il paese, nonostante gli attacchi suicidi agli eventi politici e agli uffici elettorali che vogliono costringere gli elettori a boicottare il voto previsto per il 20 ottobre.

Secondo quanto riporta Reuters, il crescente coinvolgimento delle donne è stato accolto con favore dalle Nazioni Unite e da altri organismi internazionali, che vedono le elezioni come un passo fondamentale per costruire la fiducia nei processi democratici. La campagna elettorale è piena di rischi, indipendentemente dal sesso: nove candidati, tra cui una donna, sono stati uccisi in diversi attacchi; altri due sono stati rapiti, e altri quattro sono stati feriti dagli estremisti islamici.

La settimana scorsa un’esplosione ad un raduno elettorale di una candidata nella provincia nord-orientale di Takhar ha ucciso 22 persone e ne ha ferite 35. Per le donne afgane, oltre a quelle perla sicurezza, ci sono ulteriori sfide: insicurezza e molestie inibiscono la mobilità delle donne e giustificano le restrizioni familiari. Molte donne hanno detto di essersi candidate alle elezioni dopo che il governo del paese si è dimostrato incapace di migliorare la sicurezza o salvaguardare i diritti delle donne, nonostante quello che è scritto nella costituzione. 

Nonostante la forte enfasi posta sulla promozione dell’uguaglianza da parte dei donatori internazionali, piaghe secolari come il matrimonio tra bambini o l’assassinio di donne da parte dei membri della famiglia nei cosiddetti “delitti d’onore” rimangono molto diffuse. Le ragazze afgane ricevono ancora regolarmente meno scolarizzazione dei ragazzi. Secondo la costituzione scritta dopo che è stato abbattuto il regime dei Talebani nel 2001, almeno 68 dei 250 seggi nella camera bassa del parlamento sono riservati alle donne; attualmente il 28% dei seggi nella camera bassa sono occupati da donne, 8 punti in più rispetto al Congresso degli Stati Uniti. Ma le candidate femminili dicono che la cultura patriarcale dell’Afghanistan significa che dovranno affrontare una nuova lunga battaglia per essere ascoltate anche se vincessero. 

Oltre alle molestie sessuali, a causa di rigidi tabù sociali, molte deputate si lamentano di non essere prese sul serio dalle loro controparti maschili. Le donne in posizioni di autorità hanno detto di essere spesso percepite come marionette che possono ottenere fondi da gruppi di aiuto internazionali impegnati a promuovere l’uguaglianza di genere.

Lucia Giannini