AFGHANISTAN. Amnistia per i mujahideen ISIS che si arrendono

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I combattenti dello Stato islamico che si sono arresi alle forze afgane in settimana, nella provincia settentrionale di Jawzjan, possono ottenere l’amnistia malgrado le accuse di stupro e omicidio.

Stando a Reuters, circa 150 combattenti di Daesh, tra cui due comandanti, si sono arresi dopo essere stati cacciati dalle loro roccaforti di Jawzjan dai talebani, dopo settimane di combattimenti. Migliaia di civili sono fuggiti dalla zona nei distretti di Darzab e Qush Tepa e molti hanno accusato i combattenti Isis di molteplici atrocità, fornendo resoconti dettagliati di donne e ragazze che vengono sottratte alle loro famiglie, violentate e, in alcuni casi, uccise.

Tuttavia, il portavoce del governatore provinciale di Jawzjan ha detto che la necessità di incoraggiare i militanti a capitolare, rendeva molto probabile l’ipotesi che questi combattenti non avrebbero affrontato alcuna accusa. «C’è un’amnistia per il gruppo Daesh che si è arreso nel distretto di Darzab”, ha detto Mohammad Reza Ghafouri, portavoce del governatore provinciale di Jawzjan, «Il gruppo non sarà portato davanti alle autorità legali e giudiziarie perché stanno partecipando al processo di pace», ha detto, aggiungendo che le persone che volessero sporgere denuncia contro singoli membri dello Stato islamico erano liberi di portarli in tribunale.

Secondo il governo, era la prima volta che un così gran numero di combattenti dello Stato islamico si arrendevano in una sola volta; anche diverse donne e bambini, tutti legati ai combattenti, si erano consegnati alle autorità afghane.

Si stanno facendo pressioni per avviare colloqui di pace tra il governo di Kabul e i talebani, marino ad ora non si è avuto alcun esito. I Talebani hanno preso atto della resa, dicendo di aver “ripulito” Jawzjan da Isis. La risposta di Isis non si è fatta attendere, via social e sul terreno. Se nel primo caso Daesh ha detto ai talebani e al governo afgano di essere presente in una serie di altri stati asiatici e occidentali e in altre regioni dell’Afghanistan, e quindi non è minimamente scomparso, a livello operativo attraverso una serie di attacchi ha fatto presente di essere ancora in grado di colpire. 

Graziella Giangiulio