Arsenico e sale nel Bacino Indogangetico

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REGNO UNITO – Londra 31/08/2016. Il bacino indogangetico, si estende da est a ovest oltre 618 milioni di acri, e contiene circa 20 volte il flusso annuo di Gange e Indo assieme; questo bacino è inquinato da sale e arsenico.

Le misurazioni satellitari raccolti dal 2002 hanno mostrato che le falde acquifere della regione si erano gravemente impoverite per un uso eccessivo, aumentando la vulnerabilità socioeconomica per i mancati raccolti, portando alle stelle i prezzi alimentari, e creando disordini civili. Un nuovo studio che comprende anche le misurazioni fatte a terra da 3.429 pozzi d’acqua in tutto il bacino per più anni, ha scoperto che la qualità dell’acqua, non la quantità, è un problema molto più grande. Più del 60 per cento del bacino indogangetico è troppo contaminata da sale o da arsenico per essere potabile o per l’agricoltura, secondo la ricerca pubblicata sulla rivista Nature Geoscience. L’acquifero, riporta poi il blog takepart, fornisce le comunità e le città di Bangladesh, India, Nepal, Pakistan e costituisce un quarto di tutte le acque sotterranee globali estratte nel mondo dal sottosuolo. Nella regione che insiste sull’acquifero sorgono le grandi megalopoli del mondo, tra cui Dacca e Delhi, così come il più grande sistema di irrigazione in superficie al mondo. Le concentrazioni di sale sono aumentate in Pakistan e nelle zone più aride del nord-ovest dell’India, in parte a causa del pesante uso di Gange e Indo per l’irrigazione. Un dato, collegato al cambiamento climatico che ha portato anche alla maggiore presenza di arsenico, problema nel bacino del Bengala, particolarmente in Bangladesh. Per quanto riguarda la diminuzione del livello idrico, il team ha scoperto che, nonostante le acque sotterranee siano pesantemente sfruttate, i livelli sono stabili o in aumento in tutto il 70 per cento della regione. I livelli sono in calo vicino ai principali centri abitati, tra cui Lahore, Dacca, e Delhi.