292 mujahidin Daesh alla sbarra al Cairo

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di Anna Lotti EGITTO – Il Cairo 24711/2016. L’ufficio del pubblico ministero egiziano ha portato davanti a un tribunale militare 292 sospetti militanti Daesh, alcuni dei quali sono accusati di aver complottato per uccidere il presidente Abdel Fattah al-Sisi e il principe ereditario saudita Mohammed bin Nayef.

I sospetti, riporta Reuters, sono accusati di appartenere a 22 cellule e di aver compiuto 19 attentati, tra cui l’assassinio di tre giudici che stavano supervisionando le elezioni parlamentari nel nord del Sinai.

I jihadisti sono accusati di appartenere a Wylayat Sinai, branca egiziana dello Stato islamico, che opera nel nord del Sinai. Dei 292 indagati, 151 sono in carcere, sette sono fuori su cauzione e il resto latitante. L’inchiesta è durata oltre 18 mesi, riporta l’agenzia Mena che accenna a delle confessioni di 66 sospetti, riporta Middle East Confidential.
Tra i sospetti c’è una cellula egiziana composta da sei agenti di polizia e un dentista, che aveva in mente di uccidere Sisi; un’altra cellula, con sede in Arabia Saudita, ha approfittato di uno dei suoi membri che lavorava in un hotel a La Mecca, dove si pensava Sisi si trovasse. Il gruppo aveva previsto di far saltare in aria la moglie di uno dei membri in un luogo sacro per distrarre le forze di sicurezza, mentre un altro gruppo avrebbe colpito Sisi e il principe saudita.