GIAPPONE. Le major nipponiche passano all’elettrico

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Le case automobilistiche giapponesi Toyota Motor e Mazda Motor hanno annunciato l’accordo che prevede una unione di capitali per sviluppare congiuntamente le tecnologie chiave dei veicoli elettrici e istituire un impianto comune per la loro costruzione negli Stati Uniti. Secondo quanto riporta Nikkei, Toyota acquisirà circa il cinque per cento di azioni Mazda come parte dell’accordo di partenariato, riporta l’agenzia nipponica che cita fonti interne all’azienda.

Mazda investirà anche in una quota di minoranza in Toyota secondo le condizioni dell’accordo che sarà probabilmente annunciato a breve in modo da coincidere con il rilascio dei risultati trimestrali di Toyota. Il nuovo partenariato si propone di unire le forze in un mercato sempre più competitivo che è stato colpito dal crollo globale della domanda di autoveicoli e dalle severe norme in materia di protezione ambientale.

Nel maggio 2015, Toyota e Mazda avevano annunciato una partnership per sviluppare tecnologie rispettose dell’ambiente e della sicurezza. Toyota intende iniziare a commercializzare automobili elettriche entro il 2020, mentre Mazda prevede di entrare in questo mercato entro il 2019.

La collaborazione tra due dei più grandi produttori automobilistici giapponesi nel segmento delle vetture elettriche potrebbe anche essere una risposta al successo del partenariato Renault-Nissan e Mitsubishi Motors. Durante la prima metà del 2017, il gruppo automobilistico nato dalla partnership franco-giapponese aveva venduto un numero elevato di automobili: 5.270.000 veicoli, superando Volkswagen e Toyota.

Il gruppo ha anche potuto aumentare le sue vendite del 7 per cento anno su anno, prendendo il primo posto, scalzando Volkswagen e Toyota. La scelta del 2020 non è casuale. 

Francia e Regno Unito infatti prevedono di vietare le vendite di veicoli a combustibile fossile dal 2040; siano quindi vent’anni per trovare soluzioni “ecologiche” per il mercato degli autoveicoli elettrici così da essere pronti per il futuro bando delle auto inquinanti. Passare ai soli veicoli elettrici è comunque costoso e lo stesso arco di vent’anni servirà per ammortizzare costi e investimenti per un mercato globale e per consentire la creazione dell’intera filiera della catena di distribuzione del “carburante”.

Graziella Giangiulio