La Qodsabad del 2084

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ITALIA – Roma. È uscito mesi fa, ma se non lo avete letto, fatelo: 2084. La fine del mondo.

Distopia firmata da Boulem Sansal, prolifico autore algerino. Troppo facile fare paragoni con George Orwell e il suo 1984; l’Abistan di Sansal non è l’Oceania di Orwell; così come è semplicistico ridurre il tutto ad una distopia sull’Islam radicale che vince e distrugge tutto il mondo o i mondi precedenti. Ispirato alla celebre opera di George Orwell 1984, 2084. La fine del mondo, narra di un mondo futuro dove tutti gli incubi del presente sembrano realizzati nella forma di una feroce teocrazia totalitaria. Il romanzo racconta di un risveglio dell’anima e della mente di un uomo comune che dopo un periodo in sanatorio, inizia a porsi delle domande che lo porteranno lontano e che lo condurranno oltre l’Abistan, Yolah e Abi e alla data 2084 impressa dovunque in Abistan e a Qodsabad, sua capitale. Arriverà in un luogo in cui gli “eredi” degli elicotteri volano ancora e in cui la politica ha poco a che vedere con la teologia inflitta agli zelanti devoti di Qodsabad.