2017. Gli Usa primi produttori di petrolio

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Entro il 2017, gli Stati Uniti supereranno l’Arabia Saudita e la Russia come il produttore di petrolio più grande del mondo, lo ha predetto l’International Energy Agency il 12 novembre.

La IEA prevede che Washington sarà molto vicina a raggiungere un impensabile, fino a poco tempo fa,autosufficienza energetica. L’IEA , di fronte al continuo calo delle importazioni petrolifere degli Usa, prevede che il Nord America diverrà una zona esportatrice di petrolio verso il 2030 e gli Stati Uniti diventeranno quasi autosufficienti entro il 2035.

Le previsioni della IEA sono in netto contrasto proprio con le precedenti relazioni dell’agenzia, che vedevano l’Arabia Saudita rimanere il primo produttore fino al 2035.

Anche nel settore gasifero,gli Stati Uniti supererebbero la Russia come il maggiore Paese produttore di gas verso il 2015. Questo fatto potrebbe avere rilevanti implicazioni geopolitiche, dal momento che Washington non si sentirebbe più legata strategicamente ai Paesi del Medio Oriente tanto che gli analisti dell’IEA si chiedono se indipendente energicamente, gli Stati Uniti sarebbero ancora disposti a tutelare le rotte commerciali più importanti in tutto il mondo, come lo stretto di Hormuz.

Le nuove previsioni dell’agenzia si basano sul boom dello scisto bituminoso, un fenomeno relativamente nuovo. Secondo l’IEA, la produzione di petrolio degli Stati Uniti è in aumento e arriverà a 10 milioni di barili al giorno (bpd) entro il 2015 e a 11,1 milioni di barili al giorno nel 2020 prima di “scivolare” a 9,2 milioni di barili al giorno nel 2035.

La produzione saudita di petrolio ammonterà 10.900mila barili al giorno nel il 2015, 10.6 milioni di barili nel 2020, e salirebbe a 12,3 milioni di barili al giorno nel 2035.

In questo modo l’energivoro mondo sviluppato occidentale farà sempre più affidamento sull’OPEC dopo il 2020, in quanto gli aumenti di produzione di Arabia Saudita e Iraq rappresenteranno il 45 per cento della crescita della produzione mondiale di petrolio entro il 2035 e faranno diventare gli Usa il secondo esportatore, superando la Russia.

La produzione petrolifera russa, che negli ultimi dieci anni è stata costantemente sopra l’Arabia Saudita, si prevede che rimanga ferma non oltre i 10 milioni di barili al giorno fino al 2020, quando comincerà a scendere a 9 milioni di barili entro il 2035. Il boom del petrolio made in Usa  farebbe da volano nel commercio internazionale del petrolio, secondo l’IEA. Il costo medio delle importazioni petrolifere  andrebbe a più di 215 dollari al barile entro il 2035.